giovedì 18 ottobre 2007

Buoni Propositi

Il primo appuntamento della stagione con il CicloCross si sta avvicinando: 28 ottobre, Spoleto. Inizia proprio in questa meravigliosa città il campionato Umbria Top Cross. Cinque prove al termine delle quali verrà assegnato il titolo di campione regionale 2007-2008.

Lo scorso anno la performance atletica, ha lasciato molto a desiderare. In particolare il lato tecnico soffriva di lacune a dir poco invalicabili, l’immagine a fianco ne è un chiaro esempio. A mia discolpa voglio sottolineare la poca adeguatezza del mezzo utilizzato: il mio cavallo bianco -una Decathlon RR 9.2, full suspended, di taglia abnorme-, coi suoi 15 chili di peso limitava in maniera rilevante la mia agilità. Davanti all’ostacolo coordinare i movimenti era cosa ardua, e fin quando le tibie battono contro le assi in legno, si stringono i denti e si va avanti. Ma quando al posto del legno gli organizzatori, probabilmente dei sadici, stendono in orizzontale dei pilastri di cemento armato, la tibia e la carne sicuramente bestemmierebbero in aramaico antico se solo ne avessero facoltà.


Se poi, anche voi come me, siete dei convinti tradizionalisti e la dimestichezza con i pedali a sgancio rapido non è ancora entrata a far parte del vostro bagaglio culturale vi ritroverete a dover immolare il buon vecchio stinco per l’ennesima volta: data la stagione umida che caratterizza questi eventi, la suola della scarpa, sempre bagnata, scivola delicatamente sopra la pedivella, la quale ruota impazzita per poi parcheggiarsi di nuova là…ho le tibie di un lottatore di Muai Thay.
Le donne si sa, non sono l’asse di briscola in quanto ad orientamento. Capita spesso di sbagliar strada durante una qualsiasi gara di cross country, soprattutto se qualche entità malefica si mangia le fettucce lungo il percorso.

Perdersi durante una competizione di ciclocross però ammettiamolo, non è cosa da tutti. Soprattutto quando si sono già fatti tre o quattro giri. Si dà il caso che ormai la mente si sia creata un suo schema ben preciso: traiettorie giuste, momenti in cui rilanciare, punti dove prestare maggior attenzione… Nulla di tutto ciò, reset ad ogni giro, tabula rasa: è così che si perde l’ottima posizione in gara, difesa con sudore, piantandosi sconsolati, voltando il capo a destra e sinistra, con fare smarrito per riprendere poi da un punto qualsiasi del tracciato…che per uno strano caso del destino non fa mai guadagnare qualche metro, anzi, ve lo fa perdere (sia chiaro, sbagliare percorso m’è accaduto una sola volta!!!).
Lo scoglio tra i più impervi da superare è la questione scendere e rimontare in sella al volo: dopo 10 gare di ciclocross avrà imparato direte voi. Mi duole contraddirvi. Spesso capita di vedere quelle anziane signore che vanno a prendere il pane la mattina…con calma si fermano, piede a terra, poi posano l’altro con altrettanta tranquillità. Se questa immagine vi è familiare allora comprenderete anche con quale maestria la sottoscritta si muova di fronte all’ostacolo.
Eppure, al di là di tutti questi handicap, appartiene alla campionessa in carica 2006/2007 il profilo delineato poco sopra. La maglia tricolore consegnata dal capo supremo Carlo Roscini in persona, con buffetto sulla guancia annesso. Un indumento che porto con la stessa disinvoltura con cui Giuliano Ferrara indosserebbe un bikini.
Ma questa che sta per iniziare, si delinea come una stagione di grandi svolte e ricca di propositi positivi: bicicletta dedicata e non solo, ma pure della taglia giusta. Pedali a sgancio rapido, bagaglio esperenziale rilevante (mmh!), Gps integrato nel cervello e grandi passi in avanti nella tecnica di g…---XX&&&….beh…non esageriamo.
Io adoro le vecchiette che la mattina vanno a fare la spesa in bici. Forse, fra 50 anni, scenderò al volo con la pagnotta sottobraccio.

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