giovedì 2 agosto 2012

CICLOMERCATO: PATRIZI E PLEBEI...


Carissimi lettori ciclomuniti e non, vi sia di conforto sapere che la campagna acquisti del 5Miglia Drink Team è in continua evoluzione. Abbiamo avuto momenti nefasti negli anni passati. Ma il brillante colpo d’occhio che avemmo nel 2011 prendendo tra le nostre invidiatissime fila “il Dottore”, ci ha galvanizzato. I suoi risultati recenti tra varie gran fondo per non parlare della stupenda impresa della Nove Colli, hanno convinto le nostre ottuse menti di biker total off road, a prendere in considerazione la categoria dei mangiatori di asfalto. Non tanto per avere un organico eterogeneo, quanto più per convertire questa specie che trascorre ore eterne ad allenarsi sull’asfalto umbro esclusivamente per il gusto di lamentarsi poi di quanto sia tenuto male. Prendi una mtb e falla finita dico io!
E visto che le sfide ardue sono il nostro pane quotidiano, dopo essere riusciti a far star zitto Canfarone tre sabati fa in salita con 40gradi, ormai non temiamo più niente e nessuno.


Il Principe Luca Valentini, signore di Sansepolcro, antico reggente di una casata di visconti di Anghiari, si narra nacque sotto una foglia di cavolo trentadue anni fa. La vicenda narra che oltre alla miracolosa nascita, il giorno fu particolarmente significativo tanto da venir sempre menzionato su Frate Indovino come giorno migliore per piantare i cavoli, visto che devono venir su davvero grandi per coprire uno che porta il 46 di piede! Non abbiamo informazioni riguardanti il periodo intercorso tra la nascita e l’odierna figura principesca, ma sappiamo per certo che come quando era in fasce, alla stessa maniera oggi giorno, possiamo tranquillamente definirlo “diversamente pettinabile”.
Il Principe Valentini, fiero biturgense d’adozione, ha da sempre sofferto di manie di protagonismo e grandezza, la cui origine è da riferirsi al bruttissimo indirizzo che porta su ogni documento di riconoscimento e simili: egli vive in Via della Cappellina. LA qual cosa in adolescenza deve avergli procurato innumerevoli traumi, tanto che poi, ogni atto da lui compiuto assume entità ragguardevoli. Ad esempio, se voi fate un’uscita in bici di 60km, lui sicuramente finirà per farne una di 140, con un minimo di 2500mt di dislivello. Se voi gonfiate a 7 atmosfere…lui gonfierà a 11…tanto poi scoprirà che il tubolare è bucato e chiamerà mammina per farsi portare la ruota buona.
Il Piccolo Principe è un ciclista di nuova generazione, con tutti i difetti del caso: IPhone incarnito in ogni momento, con cuffiette bianche incarnite, con Garmin Touch Screen (che a volte poggia malauguratamente sul tetto dell’auto mentre va in autostrada a 140), a fine allenamento non perde un attimo e subito scarica la traccia su Facebook mentre le sue ancelle lo detergono e lo ungono con oli essenziali.
Il Principe, dall’alto della propria nobiltà, non si sporca le mani e ogni volta che il proprio cavallo a due ruote necessità di un aggiustamento, il buon Bagigi, addetto alle scuderie biturgensi, si preoccupa di rimettere le cose in sesto. Ultimamente bisogna ammettere che nell’arte di arrangiarsi sta migliorando. Ieri ha riavvitato una valvola da solo e spruzzato il wd40 al cambio senza interpellare nessuno.
Il principe ama l'asfalto, a volte l'asfalto non ama lui!
Il Principe, fiero e gaio, veste di fiori e margherite, di mille colori, ed ha una grande stima di se stesso, tanto che sulla propria armatura compagna di infinite fatiche, porta scritto il suo nome e il suo numero di cellulare, proprio là, il luogo che ogni comune mortale dovrebbe baciare ad un nobil signore. Il Valentini porta le proprie generalità scritte sulle terga, ed ogni buon membro del Campero può vantarsi di avere il cellulare del Principe sulle proprie chiappe. Inizia a consolidarsi il detto “Mi stai sul culo come il Valentini”.
Se voi sudate, puzzate, vi tirate il collo sopra una Bianchi, una Pinarello, o quel catorcio che volete, beh, sappiate che nostra Signoria cavalca una Prestigio. E cos altro? Inoltre in gruppo potrete facilmente distinguerlo nel suo singolare modo di passare dal 36 al 53, nella sua gestualità flessuosa col mignolo alzato, alla stessa maniera con cui sorseggia il tè delle cinque. Sempre con mignolo alzato egli svuota la propria narice dal muco mentre è in corsa e spesso con medio alzato io lo saluto quando mi fa scatti da matto e lo rivedo dopo un’ora di ascesa.
Capirete fedeli seguaci che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che il principe Valentini diventi a tutti gli effetti un membro degno del 5MDT. La prima a gettare il guanto di sfida sono stata io: ammetto che in periodo primaverile l’ho visto impallidire davanti a qualche “pescolla” come si dice dalle nostre parti. Se voi fate la doccia a fine girata, il principe in mtb la farebbe ogni tre chilometri. Ogni schizzo di fango sembra uno strappo al suo nobile orgoglio. Per non parlare poi della maniera meschina con cui lo deridono i suoi nobili colleghi. Ma con la costanza si sono fatti passi da gigante, fino a portarlo a fare il bagno dentro torrenti ricchi di acque non troppo cristalline. L’apoteosi è stata portarlo in griglia ad un cross country: in quel momento ci si è resi conto di aver fatto il passo più lungo della gamba. Il rigetto è stato immediato e palese: da allora ha appeso le ruote grasse al chiodo per dedicarsi anima e corpo al suo nobile destriero.
La trattativa per ora è sospesa, dobbiamo valutare se l’atleta sia abbastanza forte da un punto di vista psicologico, altrimenti questo inverno non sarà semplice riportarlo a casa inzuppatto, puzzolente e sporco, infangato, innevato e incazzato. In verità, una prova del nove ci sarebbe, se dovesse superare quella, l’ingaggio non avrebbe motivi di essere messo in discussione. Quando il Principe Lord Valentini farà questa cosa (cliccate se avete coraggio), allora sapremo che davanti abbiamo un membro a tutti gli effetti della nostra setta! Ma temo quello sopra indicato sia troppo, per i miracoli ci stiamo attrezzando!

martedì 12 giugno 2012

L'OTTAVO VIZIO CAPITALE

Ci sono abitudini che sono rare a morire. Quello che nelle foto delle gite di classe, dalla quinta elementare alla quinta liceo cornifica sempre qualcuno, è un soggetto che ogni società non può disconoscere quand'anche lo vorrebbe. Tra noi dobbiamo riconoscere i più grandi meriti al nostro fedelissimo amico di indice e mignolo alzati. Tanto che sfogliando vecchie immagini difficilmente l'ho trovato in pose differenti, forse solo al proprio matrimonio la moglie lo ha tenuto a freno.


lunedì 11 giugno 2012

AL MARE CON IL BIKELAND TEAM

GITA SOCIALE ANNUALE PER (NON) ANDARE AL MARE
 Domenica 24 GIUGNO 
CITTA' di CASTELLO - RICCIONE
PARTENZA ORE 8.00 DA NEGOZIO (Via Ferrer)
 
Il NON racchiuso nelle parentesi è un simpatico riferimento al percorso selettivo scelto dal VIGNA per far sentire l'atleta legittimamente tenuto a spazzolare il pranzo di pesce previsto a fine pedalata

IL PERCORSO:
Città di Castello, Apecchio, Piobbico, Femignano, Urbino, Pesaro, Parco si San Bartolo (panoramica sul mare, quella fatta al giro d'Italia), Fiorenzuola di Focara, Cattolica, Riccione. 
Per un totale di KM 134
Attenzione Difficoltà media, ci sono la salita di Bocca Seriola, la salita per andare da Piobicco ad Urbania, e quella dal parco di San Bartolo nel finale. Rispetto agli anni passati il tracciato è un 20% più impegnativo. Si invita i partecipanti a tenerne conto. 

Sono invitati atleti di tutte le società, amici e familiari al seguito. 

qui sopra scorcio del PARCO DI SAN BARTOLO



IL PRANZO si terrà presso:
Ristorante: CRISTALLO via Dante Alighieri, 36 – RICCIONE. Costo del pranzo in corso di definizione.
Prenotarsi a negozio e versare acconto € 20. Aderire entro il 16/6. Oltre non è possibile perché è indispensabile per la prenotazione del ristorante. Chi arriva non prenotato mangia fuori, davanti al ristorante le cozze e le vongole svuotate e i gusci dei gamberoni succhiati che gli lanciamo dai tavoli apparecchiati. Salviettina al limone gentilmente offerta!

Sarà possibile fare la doccia in albergo. Il pomeriggio è libero. Per il rientro è consigliabile organizzarsi con mezzi propri è bene quindi che le famiglie si uniscano a noi per il pranzo così poi ci riportano a casa. Nel limite del possibile ci sarà il furgone al seguito per ogni eventualità.
 

martedì 5 giugno 2012

...Revival Extra-Ciclistico

...quando facevo la giornalista pubblicista pro-bono per Terre di Confine

Per Partito Preso

Scritto da Romina Perugini, 20 Marzo 2006 | Commenti (0) sezione: Divertimento · categoria: Costume e società




Quando un film può cambiarti la vita... o complicartela!Per partito preso, il profondo quanto assurdo legametra una trilogia impeccabile e lo spettatore comune.

Analizzare una pellicola è più o meno quello che fa una donna la domenica quando guarda, o meglio "squadra" le sue simili nel falsissimo intento di una passeggiata rilassante: l'occhio bieco di chi la sa lunga, un filo di oggettività per non sentirsi troppo in colpa e un pelo di cattiveria che non guasta.
Ed è proprio per quest'ultimo motivo che oggi le critiche stanno a zero, perché di cattiveria con un cult come quello di Zemeckis non se ne può spendere a cuor leggero. E del resto far dietrologia su un classico ha lo stesso sapore delle repliche di studio aperto alle due di notte. Già visto, già sentito. Potremmo mettere qualche buona parola sulla performance degli attori... visto e sentito vero?!... Movimenti di macchina? Mmh, no. Regimi narrativi? Neppure!
Non so se è più per l'ovazione mondiale che la trilogia di Ritorno al futuro si tira dietro da più di venti anni, o per l'imbarazzo davanti ad un'impresa che mi pare così mastodontica, ma scansionare le gesta di Marty McFly da una posizione neutrale è l'ultima delle cose che intendo fare. C'è però una cosa di cui vorrei raccontarvi: del mio primo videoregistratore.
Brutto, è l'unico aggettivo veramente consono all'argomento, il mio primo vhs era brutto. Ce lo regalò mia zia quando avevo 6 anni, ma la marca era francese così al posto di una pulsantiera con scritto Play, Stop... c'era Lecture, Marche...
Provate poi a spiegare al resto del mondo per quale assurdo motivo in ambito audio-visivo ragionate con una semiotica a parte!
Dopo non pochi tumulti familiari, corredati dallo sventolio di un manuale utente anche lui in francese come giusto, ai piedi di questa macchina-aliena con le palle degli occhi in posizione semi-veneratoria, ecco la prima registrazione da canale Ritorno al futuro!
A volte provo a porre mente su cosa possa significare di riflesso quello che per me è successo a quel tempo, e sinceramente non so se le nuove leve si ricorderanno un giorno, del loro primo illegalissimo divx fatto girare nel lettore comperato in saldo alla Coop.
Io però ricordo che la mattina seguente quella storica registrazione domandai ad una mamma impacciata ma volenterosa "posso guardare il film sul divano? Mi metti la cassetta?". Vedendola oggi, incapace perfino di cambiare suoneria al telefonino, mi domando come sia riuscita ad infilare il supporto magnetico A nella fessura B... e premere "Lecture" (Play).
Capita a volte che l'amigdala, una ghiandola del nostro cervello primordiale prenda il sopravvento e ci renda capaci di azioni sovraumane, di cui in seguito perdiamo coscienza. Fatto sta che tutto cominciò con un genitore posseduto e un film davvero assurdo per la mente labile di chi ancora gioca col pongo e con le lego. Potrei spendere qualche parola per il secondo film entrato in famiglia, ma non credo sia questa la sede adatta per qualche pettegolezzo sulle mie scappatelle con un discreto Superfantozzi.
Non smisi di giocare col pongo, ma iniziai ad ammonire scherzosamente chi mi infastidiva indovinate con quale frase?! "....ehi tu porco toglimi le mani di dosso !" Per non parlare delle gite in auto, ottantotto miglia orarie a grande richiesta.
E se non riuscite a capire di cosa parlo significa semplicemente che non state pensando quadrimensionalmente e capisco bene che vi riesca difficile, ma che volete farci se poi vi regalano un gattino e lo chiamate Einstein, se la festa paesana dell'agnello arrosto diventa il ballo incanto sotto il mare, se quando vi danno del fifone ve la legate al dito. I leit motiv resistono nel tempo, anche se i gattini se ne vanno e dalle sagre di paese è bene salvaguardarsi. Quello che di certo non può resistere in eterno è un brutto vhs e un nastro tanto amato quanto usurato. Entrambi ci lasciarono un bel mattino d'inverno durante l'ennesima riproduzione. Un rumore sinistro preannunciò l'infausto evento, poi fu il buio sullo schermo, e si sa, il buio è il cancro del cinema. La mamma e la sua provvidenziale amigdala nulla poterono, forse un miracolo avrebbe potuto capovolgere le sorti della situazione, di certo non quel cacciavite killer infilato nella fessura dell'apparecchio. Cominciai a pensare che il discorso leva-fulcro venisse troppo spesso sopravvalutato. Lo dico semplicemente perché da quel giorno la pulsantiera assunse connotati prettamente mondiali, e altrettanto felice fu la scoperta di una nuova metodica nello stilare i manuali utente: multilingua. Riguardo alla videocassetta abbiamo optato per una manutenzione non troppo ortodossa ma, come si suol dire, funzionale alla bisogna: ricongiungere i due lembi del nastro strappato con un sottile pezzetto di scotch. Decisamente da sconsigliare ai meno esperti, il segreto è mandare avanti veloce quando si arriva a quel punto del film. È dura fare a meno di Marty che domanda una pepsi senza ("...se intendi senza pagare hai sbagliato porta"), ma capita che la vita ci riservi sorprese crudeli.
Un palinsesto amico e un nuovo supporto furono medicina santa. Il cacciavite fece ritorno nel proprio cassetto e la mamma intraprese un profondo viaggio interiore alla riscoperta delle sue effettive capacità nello spietato mondo del bricolage.
Ora non vorrei dire che senza flusso canalizzatore non si possa vivere, ma di certo io la mia ciliegina sulla torta la pretendo, e non riesco ad immaginare come sarebbe stato senza. Dire che i film ci fanno crescere suona legnoso e scontato, dire che ci cambiano la vita una buffonata. O forse no?! Magari ci rendono diversi, ci regalano un commento alternativo ad una realtà uniformata. Nessuno suonava per me Power of love mentre correvo a scuola, eppure mi capitava di sentirlo in sottofondo qualche volta. Se non avete mai visto una DeLorean e i suoi tempo circuiti, quello che sporadicamente capitava a me, a voi non accadrà mai.
Ero all'estero quando MICHAEL J. FOX annunciò di avere il parkinson, e ricordo vividamente il momento in cui lessi la notizia su una testata che titolava "Le Drame Du Michael"... in effetti cominciai a domandarmi perché diavolo i francesi ci mettessero sempre del loro sull'argomento "viaggi nel tempo" della mia vita. Non piansi per Lady Diana, ma McFly è sempre stato uno di casa. Ho solo una vagonata di ricordi concatenati quando penso a questo emblema degli anni ottanta, una marea di attimi che hanno corredato un vissuto infantile lontano anni luce dallo sporcarsi minimamente con cose da grandi come "il film è poco credibile, si basa su un paradosso...". E non voglio che mi si pari davanti un piccolo principe alla Saint-Exupéry e mi accusi di parlare come i grandi.
Ora ho i dvd, la cassetta giace in pace nel paradiso dei vhs, ma tranne la tecnologia, il risultato è sempre e comunque identico, il legame immutato. Una cosa è cambiata: la mamma si è volontariamente esclusa dal mondo dei supporti ottici dopo vari intoppi, basti dire che il terrore nei suoi occhi si palesa al solo apparire del menu lingue. Ed ecco riecheggiare in lontananza una vocina che ti intima "...mettimelo in modo che basta che premo "Play". A titolo informativo, è ovvio che lei di viaggi nel tempo non ne ha mai voluto sapere, chissà se quando corre al lavoro in sottofondo i suoi neuroni si sintonizzano sulle note di Love Story... che tristezza!



giovedì 17 maggio 2012

LE ABERRAZIONI DEL DRINK TEAM - EVOLUZIONE DI UN DOTTORE


Il 5MigliaDrink Team ormai è risaputo, è la Caritas dei ciclisti. Noi li raccogliamo dai bar, da una vita malsana, da un girar di notte e da un tran tran familiare monotono, e li mettiamo sulla strada o nella macchia! Alcune pecorelle finiscono per smarrirsi. Così fu per Sardina e suo cugino, alcuni per adottare comportamenti deviati come il Barnaby che ormai è diventato un sadomaso della mtb. Fa percorsi da medio-fondo con bici da freeride. Certi soggetti spariscono nel nulla addossando al Peru delle fantomatiche colpe su litigi e bisticci causati dallo stesso.
Alcuni membri assumono atteggiamenti prettamente femminili riguardanti la cura nell'abbinare colori degli accessori e della componentistica e si mettono lo smalto alle unghie del colore del manubrio. Di qualsiasi genere siano i biker da noi arruolati, può comunque capitare di perderli nel tempo o di vederli allontanarsi dal branco, sentendosi forti del salto di qualità. La nostra è una scuola per uomini duri, diamo loro gli strumenti ma poi devono imparare a cavarsela da soli. Rifacendomi alla metafora della caritas beh, anche lì all'inizio gli fanno vendere i fazzolettini, poi te li trovi al Cross a gestire l'S.p.a. carrelli con auricolare bluetooth!

E' passato più o meno un anno da quando trascinammo per le pericolose erte di Montecucco, tra gradoni, creste, fitto bosco e scogli pendenti nel vuoto assoluto, un giovane biker molto più votato alla strada che alla mtb. Mai un lamento di dissenso, sempre gentile e cordiale...neppure un "Santo Cielo" alla Mauro Vigna (leggasi velata bestemmia). Pedalò con gusto, suo e nostro e non ci lasciò più. Come non abbandonò più il mezzo da fuoristrada. Al quale apportò diversi upgrade, alcuni discutibili.

Dovete sapere che Lory, ossia il Dottore, - la cui professione in realtà è infermiere, ma se mio nonno diceva alla gente che il Peru era ingegnere nn vedo perchè non usare lo stesso metodo di laurea ad honorem di gratuita fattura-,  è il Jeckyll e Mr Hide del ciclismo.
Tanto preciso,professionale, tecnico e attento al dettaglio, al miglior rendimento e all'innovazione nel mondo del bitume, quanto decisamente naif in quello delle ruote grasse. Ma da un ragazzo che in cameretta aveva il poster di Margherita Hack quale sex symbol dell'anno, ci possiamo aspettare di tutto.
Comunque analiziamo ambedue le situazioni.

Il Dottor Biker:
-La sua evoluzione ha seguito nel tempo dei canoni inversi: se il neofita parte con un mezzo pesante per poi darsi al vizio della "grammomania" e alleggerire pure le piume, qui il doc ha lavorato al contrario. Aveva una front discretamente leggera. Ora ha una full che cerca di zavorrare in molti modi tra cui: pedali del peso specifico superiore alla ghisa di un altoforno, reggisella telescopico che per uno come lui amante dell'astronomia diviene proprio un telescopio! Ogni genere di borsetta con ogni tipo di attrezzo pensabile. In più zaino idrico in acciaio inox con capacità di 5 litri come le dame che vendono all'euro spin. Con scomparti per: chiavi varie, movimento centrale di ricambio, guarnitura di ricambio, gomme con cerchio rigido di ricambio, vestiti di ricambio che metti si passa al casinò tocca essere eleganti. Kit di pronto soccorso: garze, bialcool, defibrillatore, stetoscopio, microscopio, bisturi e sala operatoria. Le scarpe: in inverno da treking che a Messner gli fanno una pippa. D'estate: quelle estive che usa Messner!

E a te biker comune, se disgraziatamente ti capita di riuscire a mettere le tue ruotegrasse davanti alle sue, non lodare te stesso, ma poni il capo tra le mani e piangi di vergogna: questo signore si porta dietro tra bici ed equipaggiamento l'equivalente in chili della sora Lella.

Il Dottor Bitumarus Velocissimus:
Dobbiamo precisare che esistono due ere ben distine con un anno zero determinante. Parleremo di Bitumarus Avanti 9 Colli e Bitumarus Dopo 9 Colli. Nella prima Era, il dottore trascorreva la propria giornata così: 60% allenamento, 35% acquistando su internet, 2.5% lavoro, 2.5% famiglia.
Quando poi si è messo in testa di Vincere la 9 Colli, il dottore ha suddiviso la propria giornata così: 99.9% allenamenti, 0.1% scaricare tracce degli allenamenti dal garmin.

L'era moderna nella quale è entrato il dottore ha portato diverse complicazioni per se e per gli altri:
-I figli all'uscita dall'asilo non lo riconoscono più, tanto che i bimbi di colore di genitori immigrati gli si fiondano al collo e i suoi son stanchi morti perchè la mattina li butta giù dal letto alle 6 in punto. Con le maestre incavolate che devono fare gli straordinari.
-La moglie riceve spesso delle chiamate dall'avvocato, che paventa attese di tre anni di qualche scadenza non ben definita e separazione di non si sa quali possedimenti.
-Per andare al lavoro, che si trova a 150mt da casa sua, si ostina a prender la bici, ma per farla lunga fa il giro per Pietralunga e il Perrubbio.
-Nel cell ha cancellato la rubrica per far spazio alla sua playlist da allenamento che carica solo brani di musica classica da 30 minuti ciascuna: ove ogni movimento musicale rappresenta la durata di una ripetuta. E son sempre "Allegro con brio", "Maestoso", "Presto", "Veloce", "Allegretto", "Daje a tutta", "Dai che te se abbassa la media"...
-Nel caso dovesse diluviare, o un uragano minacciare l'allagamento della magnifica piazza di Umbertide situata sotto il livello del Tevere, egli opta per i rulli in salotto. Come per la musica, anche i film che sceglie per distrarsi durante la criceto-mania sono di particolare caratura. Si va da un allenamento breve con Titanic, Via col Vento o Bravehart, ad uno più intenso col Decalogo di Kiewsloski di circa 20 ore o l'Heimat di Reitz di solo 52 ore, ovviamente tutte e tre le parti! I bambini in salotto ringraziano per lo spettacolo. Praticamente gli diventeranno maggiorenni in due sessioni di rulli.

Ormai giunti all'anti vigilia della partenza del nostro eroe per la Nove Colli, preferiamo aggiornarci al suo ritorno. Convinti che il Dottore tornerà molto cambiato da cotanta esperienza. E appena cercherà di convincerci a seguirlo il prossimo anno, non esitiamo, sopprimiamolo subito! Un'eutanasia del tutto legittima per il bene dell'umanità.
Per tutto il resto : IN CULO ALLA BALENA DOC!!! E SPERIAMO CHE NON ABBIA MANGIATO PRUGNE SECCHE!

martedì 24 aprile 2012

TACCUINO DI VIAGGIO PER NEOSPOSI


Ebbene sì, stiamo per diventare  orfani. Il 25 aprile il Peru ci lascerà. Non sarà più tra noi, e nel piangerlo dovremo decidere come spartirci i suoi beni. Il tandem lo diamo a quelli del Mato Grosso quando passano la domenica e pretendono di portarti via un divano letto vecchio tronco dalla soffitta posta al quinto piano mentre in bocca hai una forchettata di lasagne.






per 10 giorni mi verrà affidata la custodia di casa Perugini, proporrò delle modifiche casalinghe
 
 
 
La bici da strada, per quanto sembri ora di buttarla, potremmo appiopparla al Tony, così curiamo quel suo odio atavico per i bitumari. La 29'' la facciamo solo annusare a Luca, che deve soffrire mentre attende che la sua giunga da non so dove in un mese lontano non ben definito, ma che sicuramente coinciderà con l'arrivo dei monsoni in ITalia. Anzi, già che ci sono preparo l'asta su ebay. Quel bel privè allestito nel garage lo potremmo adibire a zona ricreativa per il team, magari togliamo quelle tendine rosse di pizzo che fanno parecchio night club. E' d'obbligo entrarci con gli scarpini così gli ammacchiamo tutto il parquet. Il gatto dobbiamo ancora decidere se farlo in salmì o arrosto morto!
Insomma il Peru ci lascia. Il nostro collega, nonchè meccanico a tutte le ore e rappresentante di negozi online che spedisce listini, link, prezzi e foto mentre uno al lavoro fa la bava davanti al monitor, il 25 aprile si imbarca. E sommando due fattori: lui che nn sa nuotare manco a cagnolino e queste barchette che stanno a galla come quelle di carta...io tanto ottimista non sarei. Per fortuna nella lista di nozze i due sposini hanno inserito pure i giubbotti di salvataggio.
Ma supponiamo, messo che per assurdo la nave faccia il suo dovere, dovremo pur dare qualche dritta a questi due spelacchiati lupi di mare. Dodici giorni son lunghi ma un modo per sfruttarli lo troviamo. Per quanto concerne la Vale: le consigliamo di scorrazzare per la barchetta alla ricerca di qualche milionario che con uno che fa i disegni al computer dei cestini di plastica il mutuo si paga molto lentamente.
Al Peru consigliamo di: almeno un paio d'orette al giorno andare in sala macchine a controllare che i macchinisti facciano il loro dovere, un'oretta va riservata alla cabina di comando per controllare che il capitano sia davvero capace e non che si tratti del baffone dei bastoncini findus. Altre due o tre ore in palestra a fare spinning per smaltire tutto il resto della giornata che in crociera è risaputo, uno la passa sempre a mangiare.
Quando l'uno non è impegnato nel rendere la vita difficile al personale di bordo e l'altra a crearsi un futuro sicuro, bisogna impegnarsi nell'organizzare il tempo in terra ferma. In dodici giorni le tappe son diverse, ma eccoci pronti a stabilire programma vario e interessante per ogni città dove poggeranno i piedi.
-I nostri eroi partono da Civitavecchia: e dunque perchè non visitare la famosa ferrovia abbandonata di Capranica dove ha luogo una prova di mtb del Tour delle Vecchie ferrovie?! luogo interessante per ogni biker.
-Partiti, pagaia pagaia, gli amanti altotiberini raggiungono Savona. Irrinunciabile provare il famossissimo tracciato della 24ore di finale ligure, con stupendi single track a ridosso della scogliera.
-Eh dunque Olèèèè! Tra un flamenco e l'altro a Barcellona non puoi esimerti dal visitare l'azienda di bici che portò Absalon a divenire pluricampione iridato: visita guidata all'ORBEA, con tanto di full immersion nella catena di montaggio con 8 ore di lavoro gratuito al posto di qualche operaio per imparare a stendere i vari strati di carbonio. Già sento fremere la Valentina.
-Probabilemnte i nostri giovanotti saranno stanchini quando arriveranno a MALAGA e per questo intermezzo consiglio un momento di tranquillità: sarà poco originale ma nn ci viene in mente altro se non consigliargli un cono gelato al gusto Malaga, sapore che compra solo la mi mamma e che in giro sta diventando una leggenda metropolitana per quanto sia introvabile.
-Dopo la pausa gelato, si ritorna a dargliele secche. Quando la scialuppa di salvataggio farà scalo a Madera beh...in alto i calici: si va per cantine a scoprire il vino più famoso di quei luoghi, il Madeira, che al nostro vin santo gli fa le chiappe a strisce. Il consiglio è prezioso e gratuito: noi sappiamo bene quanto i due sposini adorino l'enologia e ne siano esperti conoscitori. All'ultima cena in famiglia chiedendo che vino portare mi scrisse "Porto il giallo o il nero?".

-E l'approdo nella splendida Tenerife preclude un'approfondita visita dei vari luoghi di culto mariani. Appassionati delle linee architettoniche proposte dalla cultura religiosa, i coniugi Perugini disdegneranno totalmente le splendide acque cristalline dell'isola, negheranno i loro bianchi corpi alle spiagge dorate del luogo, per rintanarsi in buie cattedrali. Vogliamo scommettere che nella Basilica di Nostra signora della Candelaria, davanti al Cristo della Riconciliazione il Peru rischierà di svenire in preda alla sindrome di Sthendal? E che la vale rimarrà ammaliata dai plinti di basalto?! (ma che caxxo sono i plinti???).
-Si chiude in bellezza con le eliche del vascello che si fermano per l'ultima tappa (sperando che poi ripartano): Casablanca. Qua si potrebbe godere degli agi e delle leccornie marocchine, ma non sia mai che le due dolci metà si lascino sfuggire l'occasione di terminare la luna di miele in maniera originale. Una giornata con i Tuareg, in mezzo al Sahara, con temperature proibitive a cavallo di cammelli che emanano olezzi interessanti è un ricordo che ognuno vorrebbe serbare per la vita. Come indimenticabile sarà la dissenteria che si riporterà in patria! Chi torna dal Marocco è la prima cosa che racconta. E' che la loro acqua ha il colore e il sapore di quella del Tevere. Va detto che il Peru gli anticorpi li ha fatti la scorsa estate tra un allenamento in canoa e l'altro, soprattutto nei momenti in cui teneva la testa dentro il fiume e la canoa per aria!
 rinnovo del guardaroba e nuova logistica



E dopo dodici giorni, al rientro a Civitavecchia, ammesso che siano sopravvissuti e che nel frattempo non abbiano divorziato, auguro loro di trovar qualcuno al parcheggio per recuperarli e ovviamente esonero entrambi dal ringraziarmi per questo minuzioso book di viaggio gratuitamente proposto.

mercoledì 18 aprile 2012

DONATI SPIANA IL MONTE GEMMO




Pioraco 16/04/2012 - Domenica, in occasione della prima tappa del circuito CONEROCUP, Donati e Mancini hanno tenuto alta la bandiera tifernate. Magistrale prestazione di Matteo Donati, che riesce a tener testa a due rivali come Serghei Mikhailovsky e Simone Lunghi. Si piazza terzo a pochi minuti dai due avversari e all'ombra del Monte Gemmo dimostra per l'ennesima volta di aver inaugurato una stagione veramente brillante, le cui avvisaglie già erano chiare dopo la bella prova disputata a San Gemini. Oltre al terzo posto assoluto del capitano, non possiamo dimenticare il bel piazzamento di Giacomo Mancini, quinto tra i Master2.
Classifiche complete a questo link

giovedì 5 aprile 2012

Cicloescursionismo sui rilievi dell'Alto Tevere


Sabato 14 aprile alle ore 11,30 nella sala del Consigli Comunale di Città di Castello sarà presentata la guida "Cicloescursionismo sui rilievi dell'Alto Tevere".

La guida è il frutto della collaborazione oramai pluriennale tra la Sezione CAI di Città di Castello e la Comunità Montana Alta Umbria e rappresenta la prima guida del genere in questo territorio.

Allego invito.

mercoledì 4 aprile 2012

GRAVITY RACE 2012

I DISCESISTI APRONO LE DANZE A S. LORENZO DI TREIA

1 Aprile 2012 - Nessuna falsa partenza, è proprio il caso di dirlo, per il Gravity Race Cup 2012. Siamo a Treia, località San Lorenzo, a due passi da Macerata, oramai conosciutissimo regno dello Smile Bike Team, il team più numeroro dell'edizione 2011 del Gravity nonchè inappuntabile organizzatore dell'evento. Ottava edizione della DOWNHILL, collaudatissima competizione sportiva valevole ai fini del Campionato Regionale Marche, tappa tra le più rappresentative e partecipate del circuito Gravity Race, giunto alla terza edizione maturo sotto tutti i punti di vista. Nessun intoppo, nessun incidente importante, sono i numeri a parlare: 181 partecipanti! Non male davvero come ripresa della stagione agonistica 2012!

Ai cancelli di partenza due giovanissime volpi tifernate, l'allievo Carlo Dadi e lo juniores Andrea Bianconi, che hanno tenuto alto il nome del team ottenendo ottimi piazzamenti. Qui le classifiche.




Veniamo alla competizione. Il sabato, come di consueto, è stato dedicato alle prove libere, tutti a ripassare il tracciato che, seppur conosciuto, il sole dei giorni scorsi ha notevolmente indurito rendendolo secco e polveroso. Situazione diversa la domenica di gara, quando alla fine della prima manche e complice il forte vento, è arrivata la pioggia, annunciata con incredibile puntualità. Se è vero che il vento ha reso precaria la stabilità in volo, bisogna pur ammettere che il grip delle gomme è aumentato. Alto il livello tecnico dei partecipanti, su tutti vince in 3:06 (??) Paolo Pignani (Ragamon team), lasciandosi alle spalle atleti del calibro di Barreca (Torpado surfing shop), Simone Fabbri ed Enrico Fucci (Tartana Bike),Francesco Petrucci (Cingolani Trek). Pesce d'Aprile? Difficile dirlo perchè questi sono risultati che non si improvvisano! Si preannuncia un campionato avvincente e con tutta probabilità, non scontato! Vedremo cosa succederà a Nusenna (Siena) il prossimo 15 aprile. Come si dice... restate collegati!


sabato 31 marzo 2012

IL PERU E' DIVENTATO GRANDE...


Domenica scorsa il Peru si è sposato, con la migliore delle cognate che potessi immaginare. Ride delle cose di cui ridiamo noi, si incazza per le stesse che ci indispettiscono, odia quell'interminabile lasso di tempo che intercorre tra il momento in cui sei a tavola e ti suona il citofono e aspetti di scoprire chi è! La Vale è una di casa, è una della banda, l'unica che non abbiamo contagiato co sta fissa delle biciclette. Ma non si è salvata il giorno delle nozze, lo sposo ha fatto da apripista col suo tandem e un'orda di biker da strapazzo al seguito. E ci aveva preso gusto, tanto che mia madre gli è corsa incontro (corsa si fa per dire visto il tacco e la stazza decisamente nn da scalatrice), invitandolo a scendere dalla bici perchè stava arrivando la sposa! Ma che ci volete fare? Lui andava in bicicletta quando Cristo ancora era a capotavola.
Diversa gente ha percorso via Cavour per venire a vedere chi erano questi matti imbellettati che giravano con le mollette alle caviglie. Ovviamente Crischia era dei nostri e subito ha trovato l'esperienza esaltante e da ripetere: è uno che ci tiene all'eleganza. Io non potevo immolare i miei tacchi rossi strafichi rischiando coi pedali spd, allora le ho infilate in borsetta, che prontamente ho appioppato a Mauro!...dopo un'ora cmq ho sgrellato un tacco per colpa dei sanpietrini.
Insomma, verrebbe da dire che il Peru domenica è diventato grande, ma a raccontarla così non ci si crede.

Cerimonia in comune col supersindaco Bacchetta, detto Camparino...e il soprannome non è un caso: tutti gli invitati si sono stupiti della sua sobrietà mattutina!

Il Maurone faceva le riprese con la camera digitale senza distinguere lo zoom dal tasto dell'espulsione della batteria, mentre mio zio gli sbatteva in testa un'ottica che poteva quasi fargli venire l'invidia del pene...quasi!
Io Testimoniavo...testimoniavo che mia madre si è persa tutta la cerimonia per un colpo di tosse di traverso, lo accenno al Peru e lui mi fa "Pazienza, si guarderà il filmino!". E io Testimoniavo, testimoniavo che ormai il Peru è diventato grande. Eppure sembra ieri quando scorrazzavamo nell'aia davanti casa tra galline, oche e anatre e lui si perdeva lungo gli argini del Nestore con la moto e io e mamma lo si tirava fuori con una fune da traino, e lui che mi tirava il boomerang nell'occhio...che simpatico! Sono passati più di venti anni e si diventa grandi per forza, anche se uno non vorrebbe, anche se uno si diverte ancora a giocare col Lego, la Playstation e fare i versi in bicicletta appena un filo di sole e il lavoro lo permettono. Ma che vuol dire diventare grandi? Di solito scopri di essere diventato adulto quando per riuscire a conservare una cosa bella, ne devi perdere una altrettanto bella. Quando diventi grande, le tasche, gli armadi, i cassetti, ti diventano piccoli e il posto dove mettere le cose è sempre meno. Diventare adulti non ha nulla a che vedere con il tempo che passa, ma con lo spazio che resta. Diventare adulti vuol dire venire a compromessi con la geometria delle cose che hai, e con quella delle cose che vorresti avere. E se penso a questo mi si allarga il cuore, perchè le cose che abbiamo accumulato noi non si possono accartocciare per farle entrare da qualche parte. La faccia degli adulti è sempre segnata dalla stanchezza e dalla disperazione per questo inutile e continuo agire sulla dimensione delle cose. Ma non è il nostro caso: momenti, ricordi, esperienze, risate. Occupano uno spazio infinito ed intangibile, il mio archivio non segue un ordine alfabetico. Ogni volta che lo apro escono cose inaspettate. E ogni odore e panorama e suono, come un'invisibile saldatura legano l'anello di una catena. Quel bosco dove mi hai trascinato la prima volta e non m'ha più fatto scendere dalla bici. E l'odore della paglia che mi ricorda quando seguivamo il suono dei gattini appena nati miagolare nel fienile. E l'altro giorno, occupando un angolo di soffitta col vecchio VHS ripensavo a quando per colpa del mio avanti veloce bruciavo le testine e tu avevi sempre il cacciavite in mano. Prima ti chiamavo per una videocassetta incastrata, ora ti rompo per un copertone che mi fa penare. Se diventare grandi vuol dire lasciar posto ad altro, beh, è una malattia che nn voglio buscarmi. La faccia degli adulti è solcata dalla sofferenza del peso delle cose grandi e belle che non trovano il loro posto.
E dunque saremo destinati ad essere bambini per sempre, perchè le cose che bramiamo noi non stanno da nessuna parte e stanno ovunque, le si incontra con la stessa sorpresa che a volte ci coglie l'attraversare di un capriolo in collina. Non è straordinario per chi va in bici, ma è sempre sorprendentemente bello. I bei ricordi, i bei momenti, quando arrivano, sono come la primavera, sai che arriva, ma ogni anno i mandorli in fiore sembrano brillare di un colore che non sapevi di conoscere. E allora capisco che non è tanto strano se hai deciso di diventare grande proprio in primavera, quando tutti ti dicevano "ma sarà freddo, non sapremo come vestirci...". Volevi stupirci, facendo sempre quello che hai fatto, arrivando in bici al tuo matrimonio, pranzando con la coca cola e ballando una mezza canzone sotto gli occhi degli astanti col passo di un ballerino con le anche di granito. E il giorno dopo, la Vale è tornata al lavoro e il Peru in bici a fare un giretto.
Il Peru è diventato grande? Boh! Il Peru è il Peru, cambia solo che adesso è vero che deve gettar via qualcosa nell'armadio per fare spazio ad altro, deve far spazio al suo abito da sposo, che starà là dentro a prender polvere fino al suo funerale! Perchè il Peru in cravatta potrete dire di averlo visto solo tre volte: cresima, matrimonio e funerale!

lunedì 26 marzo 2012

UN CICLOSPOSO E I SUOI CICLOAMICI ACCOMPAGNATORI

C'è chi si fa accompagnare con lussuose auto fino al luogo della cerimonia, il Peru non solo è venuto in bici col tandem, ma ha addirittura pilotato lui, come SEMPRE!