domenica 3 agosto 2008

CHE IL GUFO TORNI NELLA PROPRIA TANA


Domanda: cosa faserte se, dopo che la tifoseria avversaria, con la stessa simpatia che può ispirare una sanguisuga attaccata ad un orecchio, vi ha ammonito con un pronostico nefasto, vi capitasse di ribaltare tale verdetto?
Risposta: TIE'. E attenzione, l'etimologia della parola non vi lasci pensare al TIE-break del tennis, nè tantomeno all'acronimo che indica i trasporti intermondiali europei. No. Queste tre lettere,che terminano con un accento sulla e, ma che più propriamente meriterebbero un apostrofo quale segno di elisione, poichè TIE', vuol dire TIEni, nel senso Prendilo. Mi fermo qui miei fedeli lettori dato che so per certo che non siete nati ieri e mi avete compreso fin nel profondo.

Stamattina a Massa Martana non siete venuti. Tanto meglio per me così mi diletto nell'arte dell'autocompiacimento e non vi cito per niente. Non parlerò di Mauro che è al mare a dar fastidio alle puledre balneari. Nè di Roberto che si starà prendendo un'insolazione assieme alla fidanzata che per cinque giorni è riuscita a strapparlo dalla dipendenza da bicicletta. Non dirò nulla di Fabione che pareva sarebbe venuto, ma che poi ha disdetto. Figurarsi poi quello scansafatiche del nostro presidente, che è in montagna con la fidanzata. Anche lui senza bici. Le ha promesso che per questi sette giorni tra loro due non ci saranno trek di mezzo. Gira voce che abbia già organizzato una piccola escursione con le guide del luogo prevista per l'ultimo giorno. Promesse da marinaio!
Insomma: dirò solo di me, Matteo e Sergio.
Forse il papà di Matteo deve aver fatto infuriare molto la signora Donati per essersi guadagnato lo sfratto mattutino che gli è costato più di 200km di viaggio, quattro ore di manifestazione sportiva dove l'unico posto all'ombra era situato in zona cessi (eau de toilette) e un figlio infuriato, giustamente, per svariati motivi. Motivo numero uno: 54 km di gara senza ristoro, giusto la borraccia propria. La jeep che doveva portarsi sul luogo designato ha sbagliato località. E ha aspettato l'arrivo degli atleti. Per lungo tempo. Senza farsi sfiorare dal dubbio di essere in errore. Non vi dico al traguardo che lavoro: sembravano tutti dei caimani a dieta da quanto erano incazzosi. C'erano anche 40 gradi.
Altro motivo che ha leggermente irritato il nostro capitano è la segnalazione del percorso lasciata un pò al caso. Ci voleva intuizione. Ad un certo punto bisognava svoltare dove c'era una panda. Così han detto. Ma da quando la Fiat panda funge da segnaletica? Boh. Intendiamoci, in quel punto hanno sbagliato in molti e anche io ovviamente! Si trattava di beccarsi un buon mezzo chilometro in più di salita, quando gli altri tagliavano in mezzo al bosco.
E io? Beh, prima di tutto ringrazio il nostro meccanico. Senza di lui non credo che avrei portato a termine la gara. Qualche giorno fa ho comperato la nuova serie sterzo, volevo montarla da sola. Poi mio fratello mi ha detto che bisogna aiutarsi col martello. Ho azzardato: sono andata in officina sabato e matteo è stato davvero paziente. Ora che ve l'ho detto però non presentatevi tutti il sabato che poi se la prende con me. Ci vuole l'appuntamento come dal dentista!
Lo scorso anno non faticai molto a questa gara, c'era poca concorrenza, i premi erano tanti e i km tutti in pianura. Hanno cambiato il percorso, 27 km con 700 mt di dislivello. Meglio per me che in salita me la cavo. Anche perchè ci sono le due donne di rosso e bianco vestite, la bionda e la mora e non sono le vallette di sanremo. Ognuna ha un motivo per darmi la caccia. E io pure ne ho uno buono per non farmi prendere. Sempre davanti, dal primo all'ultimo chilometro. Al traguardo mi sono quasi lussata una spalla per fare "Viva Viva". Durante la premiazione il marito della bionda mi ha domandato se fossi soddisfatta. Se siamo d'accordo che prima del due e del tre ci sta il numero uno, beh, sì, sono soddisfatta. E al diavolo il capocollo che invade il mio frigorifero da mesi. Oggi coppa (non di maiale), olio (litri su litri), buoni per il gasolio (ho l'auto a benizina), salame, medaglia, vino (buono, non quello allungato con l'antigelo), dieci chili di pasta (che mangio solo a natale, per forza, a casa della nonna, condita con quelle conserve fatte in casa che non si strozzano proprio). In sintesi VIVA ME MEDESIMA. Speriamo che duri.
Una menzione particolare per MArco Cellini. Giovane che come sappiamo tutti va fortissimo e ha un bel futuro che lo aspetta. In più contribuisce a sfatare il mito negativo che vede gli atleti quali individui tutti muscoli e niente cervello. Marco è laureato in scienze della comunicazione. Presto inizierà la laurea specialistica e nel frattempo si mantiene agli studi lavorando. E per chiudere ci fa il culetto a strisce tutte le domeniche.
Di più: complimenti ad Andreani, anche lui uno che piano non ci sa proprio andare. Ha sempre il sorriso pronto, una parola buona per tutti ma soprattutto lo ringraziamo perchè assieme ad Marco è uno dei nostri nuovi lettori!

2 commenti:

Permaz ha detto...

Complimenti Romina! Leggendo il tuo completo reportage mi sono quasi mangiato le mani nel non poterci essere stato.Pensare che non posso nemmeno vedere il video che hai postato... Di cosa parla? Per quanto riguarda i nuovi lettori spero diano una sbirciata anche alla concorrenza www.permaz.blogspot.com . Basta un segno ed io provvederò ad inserirli nei prossimi "articoli". Per ora di più non posso fare, mi sento impotente...tecnologicamente parlando!!! Certo che questo Fabio l'abbiamo proprio perso!

Azazhel1984 ha detto...

il video, che tu non puoi vedere perchè disponi di un cellulare decisamente limitato, tratta del nostro capitano, o meglio conosciuto come il Cammello Incazzato, che si tracanna in meno di un minuto un'intera bottiglia di san faustino leggermente frizzante, mentre spiega i motivi della sua incazzatura. fabio è impegnato con la donna che sta per dare al mondo la sua piccola erede.