mercoledì 6 gennaio 2010

VIGNA COME MARCO AURELIO FONTANA


Tranquilli, non vi lascio orfani del solo comunicato stampa distribuito copiato e incollato su tutti i giornali. Il quarto memorial moscatelli merita una galleria di immagini alquanto nutrita e taroccata alla bisogna e un'analisi del tutto soggettiva e priva di imparzialità come solo in questo spazio sappiamo fare.
E ti pare poi che la sera precedente alla gara, davanti ad un buon prosecco mauro esordisce annunciandomi che in griglia ci sarebbe stata pure Vania Rossi, moglie di Riccò ma soprattutto vincitrice del giro d'italia cross. Dopo un momentaneo, ove per momentaneo intendo comprendere sera notte e mattina, incazzamento generale, me ne faccio una ragione. Anche perchè oltre che sperare in un incidente da moderatamente grave a gravissimo, nessun santo avrebbe parteggiato per la mia causa. Il mio ragazzo mi fa "Beh, potrebbe anche bucare". Lui non sa che per poterla battere non basta che Vania buchi, ci vorrebbe un autoarticolato che le passi di sopra e ci faccia retromarcia per avere una minima speranza di vittoria. Quindi si possono solo incrociare tutte le dita di questo mondo sperando per il secondo posto.
E mentre io mentalmente mi ripasso tutte le disgrazie umane che potrebbero magicamente portarmi sul primo gradino del podio, c'è Mauro che peggio di Buster Keaton sfodera un'espressione da patibolo, pensando a quanto poco gireranno quelle gambe, e a quanti gli faranno le chiappe a strisce. L'ultima volta che ebbe questo spirito agonistico giunse primo a Lido degli Estensi. Quando ci si mette è proprio una sola. Anche se bisogna dargliene atto: è un mese che tra umbertide e il ciclodromo si fa in quattro ad organizzare gare, e mentre io gli invio mms con le foto delle mie uscite, lui fettuccia e ripulisce percorsi.

La mattina della gara il caffè portafortuna al bar della donella de sorca è prassi, in compagnia dei soliti cinghialai che dopo anni e anni di lotte intestine son diventati dei veri fan.



Al ciclodromo siamo quattro gatti: lo slittamento della gara causa neve ha praticamente decimato i partenti. O forse son tutti scappati via alla vista di un evento straordinario: mia madre che viene a vedermi. Donna che di ciclismo ne capisce quanto me di meccanica. Donna capace di fare il tifo per un'intera gara a qualcun altra perchè dopo tre anni e più che mette in lavatrice la mia divisa ancora non ha capito di che colore andiamo in giro vestiti. Mauro nel frattempo è sempre in versione Buster Keaton. Con la coda dell'occhio seguo gli spostamenti di Vania Rossi, mentre si prepara e osserva il suo meccanico che regola la bici. Ora capisco molte cose: lei va forte semplicemente perchè non mette le mani sulla sua bici in prima persona. Io la rompo prima del via, ecco spiegato tutto.


Poi la partenza. Ultimamente schiero degli scatti al via che non son per niente male. Infatti la signora Riccò rimane indietro, appena inizia la curva del ciclodromo una folata di vento quasi mi sposta il casco in testa. E' Vania che mi sorpassa al triplo della velocità. Il resto della gara è tutto un inseguire una fantomatica avversaria nella mia testa dato che la mia rivale mi pare sia arrivata seconda assoluta.


Un grazie doveroso agli amici della scarpata, che ad ogni giro avevano premura di tirarmi su mentre gattonavo tra quel fango e litigavo con la bici. Un grazie pure a quel bagno di fanghi che mi son fatta a mezzo giro dal traguardo. Non so come ma son cascata come un sacco di fave in mezzo alla "gnacchera". Tranne la fatica per far tornare i vestiti puliti, altri problemi non ne ho avuti. Piccolo stiramento al collo, niente di più. Mentre io facevo diligentemente il mio dovere, il signor Buster Vigna Keaton, quello con le gambe che non giravano, quello che era spompato, quello che "oggi arrivo ultimo", quello che ormai la mia carriera da ciclista provetto è giunta al termine, beh, quello lì, è solo arrivato primo, mettendo dietro PAvoni, cognome che nel cross conta da queste parti. Intanto mia madre mi fa i complimenti e mi domanda se poi può mettere al forno i cannelloni. Ho sentore che non le interessasse troppo la gara, quanto organizzarsi per il pranzo. Alla seconda partenza c'è tutta la bikeland e qualche sparuto tizio di altre squadre, per dire che eravamo in tanti...noi...gli altri meno. Da segnalare la stupenda cavalcata verso il bronzo di Roberto che quest'anno non ha strappato il cambio, menomale, anche perchè il nostro cancello in comune, domenica dovrà emettere gli ultimi strilli del porchetto a Milano. A fine corsa, sotto il gazebo raduniamo tutti i profughi provenienti da Burkina Faso, Kosovo e Cecenia, i quali scoprono l'esistenza di un cibo molto apprezzato qui in Italia: il salame. Ne prendono fette a manciate come si pescano i pop-corn al cinema speriamo però che non abbiano fatto come con i Fonzies che ti lecchi le dita e poi ne riprendi degli altri. Che schifo. Sta di fatto che la Milva e la Manuela, le nostre addette alla cassa e al catering, invocano il sostegno dell'affettatore ufficiale, Sergio, che con la sua fidata affettatrice comprata al Lidl a 19euro e 90, uno si sente col cuore in gola vedendo quella lama ruotante che oscilla pronta a saltare contro qualcuno.


E infine premiazioni e via tutti a casa. E l'incognita di ogni anno è: ma chi rimette a posto tutto sto casino??? Non bisogna essere dei fedeli abbonati della settimana enigmistica per rispondere al quiz.

La sera, mentre festeggiavo Mauro e il suo bel risultato, lui cercava di dare un senso al mio secondo posto, pensando che rosicassi (...di solito mi rode, ma contro Vania che vuoi fa?). Così mi dice "Beh romi, è come se io in griglia avessi avuto MArco aurelio Fontana." Caro Buster Vigna, non mi risulta che Fontana sia master6. Lei che è uomo di scienza e abile programmatore dovrebbe esser più in gamba di me con i numeri. Ma per dirla con parole che tutti possano afferrare "MAuro, smetti de dì le cazzate! Quando uno vince è il più forte di tutti e non se discute. Quando uno perde è semplicemente accorso un problema, un caso fortuito che si è interposto tra noi e la vittoria".

3 commenti:

Permaz ha detto...

Quella del cervello è troppo forte, però fa senso. E poi potrei sentirmi preso in causa! Non riesco poi a capire il motivo per cui tu ti sia messa a disegnarmi addosso tutto quel nero, bastava tu me lo dicessi ed avrei messo la mia super tutina nera...

Anonimo ha detto...

Mauro: Romina vedi che quel cervello non è il tuo, deve essere il mio perchè mr lo dono perso di recente e proprio al ciclodromo. Mandamelo per e-mail. Zippato naturalmente

Anonimo ha detto...

Mauro: Romina vedi che quel cervello non è il tuo, deve essere il mio perchè mr lo dono perso di recente e proprio al ciclodromo. Mandamelo per e-mail. Zippato naturalmente